‘A spes add’ò verdummar’

In un paese ricco di profumi e di sapori, ricco di storia e di tradizioni, anche un posto semplice come un mercato rionale o un negozio di frutta e verdura, può dare spunti per approfondimenti legati a ricette e ingredienti…

Alacc’ o accio

Con questa parola si intende semplicemente il sedano; la parola sembra derivare dal latino apium: attraverso la corruzione della lettera “p” in “c” col tempo si è passati ad accio.

È curioso, inoltre, osservare che in altre lingue europee la pianta è chiamata in maniera simile al Napoletano: in Spagnolo è apio, in Portoghese salsão oppure aipo, in Siciliano accia o acciu, in Catalano api.

 

Arècheta

Il termine “origano”deriva direttamente dal latino “origanum”. Invece a Napoli questa spezia, fondamentale per la preparazione di tantissimi piatti tipici deriva da un termine della lingua greca.. Il termine ellenico in questione è il verbo rekto” che tradotto significa frantumare, rompere, spezzettare e che si può semplicemente ricollegare etimologicamente ad arecheta. Per comprendere questa origine, però, bisogna riconsiderare il modo in cui nelle nostre case si produceva l’origano, una procedura che le nostre nonne conoscono molto bene, prendendo, cioè, i rami di questa pianta ben essiccati al sole estivo per poi frantumarne le foglioline profumate con un veloce passaggio della mano.

 

Infine veniamo al re degli odori della cucina napoletana, o vasinicòl…

o, se preferite, il basilico. Non a caso ho utilizzato il termine “re”, perchè il termine deriva dal greco antico “vazilikon”, che a sua volta si rifà alla parola “vasilias” cioè Re. Si traduce quindi con “degna di un re”. Il riferimento alla nobiltà non avviene solo in questa lingua, infatti, in francese, il basilico è detto “herbe royale” (erba reale). Dopotutto anche il termine italiano basilico deriva dal latino “basilicum”, cioé “pianta regale”, che proviene da “basileus” che si traduce con Re.

Ancora una volta un intreccio di lingue e popoli che confermano come il sud Italia si possa considerare il crogiolo della storia che si è sviluppata nei millenni lungo le sponde del  Mediterraneo

  1 comment for “‘A spes add’ò verdummar’

  1. Ilaria
    7 giugno 2017 at 23:49

    che ricordi…

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