Il cappero

Cosa hanno in comune la lucertola, gli antichi romani e la puttanesca? Ebbene sì, è proprio questa pianta, tra le più tipiche della macchia mediterranea;

La pianta del cappero riesce a vivere nei punti più impensabili

La pianta del cappero riesce a vivere nei punti più impensabili

il cappero trova terreno propizio nelle splendide ed infuocate isole minori della Mediterraneo, dove cresce fin dai tempi più antichi, con il suo sapore inconfondibile, intenso e  aromatico; ha una diffusione che va dalla Spagna all’Egitto, dal sud della Francia all’isola di Cipro o alle coste del Mar Nero; generalmente questi “cuscini verdeggianti” sbucano da muretti a secco o da spaccature naturali della roccia, in terreni assolati e impervi, e addirittura sulle spiagge, sembra gradiscano assai, per consistenza e nutrimento, la malta degli antichi muri di costruzione romana. Questo è dovuto al fatto che gechi (Tarentola mauritanica) e lucertole (Podacris sicula) sono ghiotte degli essudati zuccherini del frutto e quindi ingerendoli, ingeriscono anche i semi che passano indenni attraverso il loro apparato digestivo e sono espulsi con la defecazione ed è in questo modo che le piante si propagano e si ritrovano nei posti più impensabili. Grandezza di madre natura! 

Ha un apparato radicale molto profondo e resiste molto bene agli stress idrici e salini. Per questo in Turchia viene utilizzata anche per il recupero di terreni degradati e aridi, a rischio erosione.

La Capparis Spinosa è una pianta molto rustica, resistente e non richiede grandi cure; è perenne, cioè sulla parte legnosa ogni anno si formano nuovi germogli che si seccano in autunno

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Il suo bellissimo fiore è chiamato "Orchidea del Mediterraneo"

Il suo bellissimo fiore è chiamato “Orchidea del Mediterraneo”

Il fiore è molto appariscente, e comunque, molto elegante, alcuni la chiamano, giustamente, “Orchidea del Mediterraneo”; quattro petali bianchi, con sfumature rosa e lunghi stami viola… un vero peccato raccogliere i boccioli e non farli sbocciare tutti!

Cappero
Infatti quello che noi mangiamo “il cappero” propriamente detto, è il bocciolo non ancora aperto.
La sua raccolta inizia a fine maggio e si protrae fino a settembre.
La pianta continua a produrre gemme floreali per tutta l’estate, quindi su una pianta si trovano contemporaneamente boccioli, fiori e frutti.
Sia i boccioli tondi e sodi che i frutti dalla forma oblunga, che in Sicilia chiamano “cucunci”, si conservano sotto sale o sotto salamoia e costituiscono uno degli ingredienti principali della maggior parte dei piatti tipici della cucina mediterranea e, chiaramente, caprese

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