La ginestra

La ginestra, lo sappiamo tutti, bravi o somari, riporta ai banchi di scuola…..alla poesia di Leopardi;

Ginestre fiorite sulle pendici del Vesuvio

Ginestre fiorite sulle pendici del Vesuvio

ma mentre, in quel caso, il poeta si era ispirato ai dolci pendii del Vesuvio, noi vi proponiamo questa pianta in un contesto diverso, qualche chilometro più in là, di fronte, su Monte Solaro e lungo la mulattiera che porta alla valle di Cetrella, le zone più altre dell’isola dove, tra la seconda metà di maggio e inizio giugno lo splendore del giallo canarino e un profumo intenso avvolgono e inebriano chi ha la fortuna di godersi una passeggiata pomeridiana con vista sui golfi di Napoli e Salerno…..e a un occhio superficiale potrebbe sembrare… tutto qui! Effettivamente quando sfiorisce, insieme ai fiori va via una buona parte della sua bellezza e ai più potrebbe risultare un arbusto abbastanza insignificante.

La ginestra in fiore con le sue piccolissime foglie

La ginestra in fiore con le sue piccolissime foglie

Bisogna allora darle dignità! Oltre ad essere il fiore associato al patrono dell’isola (San Costanzo) –  vista la concomitanza della festa del Santo con il momento di massima fioritura della ginestra- ….ricerchiamola anche in un aspetto scientifico: ha la particolarità di compiere la fotosintesi nel fusto che infatti è verde….e perché? La fotosintesi non avviene nelle foglie? Sì, ma son poche, pochissime!..E come mai? Le foglie le farebbero perdere acqua e la ginestra vive in ambienti secchi, quindi meglio avere poche foglie e conservare dentro di sé l’acqua necessaria per superare le calde estati mediterranee…..

Uà (tipica espressione napoletana che indica stupore) un esempio di grande spirito di adattamento; il nome scientifico è Spartium Junceum, della famiglia delle Leguminose Papilionacee. Tipico arbusto della zona mediterranea dai rami nudi e affilati.

  3 comments for “La ginestra

  1. Luigi
    16 novembre 2014 at 14:59

    c’é da aggiungere che in passato questa specie era coltivata sulla nostra isola per ricavarne fibre naturali per il confezionamento di tessuti

    Luigi Esposito

    • 16 novembre 2014 at 19:15

      Davvero? Le ricavavano dai fusti? Dimmi dimmi…. grazie Luigi

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