Lasagna napoletana – il trionfo di Carnevale

Come la pastiera sta alla Pasqua, il baccalà sta al Natale e il casatiello significa Pasquetta…. il martedì di Carnevale non si può dire “grasso” se a tavola non c’è una fumante “mattonella” di lasagna.

Un piatto così ricco che è diventato il piatto delle feste in generale

Un piatto così ricco che è diventato il piatto delle feste in generale

La lasagna, per carità, è un piatto della tradizione Emiliana, ma i napoletani ne hanno creato una versione carnevalesca che è diventata mito, croce e delizia di chi la mangia, ed è diventato il simbolo dell’abbondanza: una preparazione ricca, piena di ogni “ben di Dio”, da consumarsi prima del periodo di ” magro”, di penitenza, caratteristico della Quaresima.

I tanti ingredienti rendono la lasagna napoletana di Carnevale il simbolo dell'abbondanza, prima del periodo di sacrificio della Quaresima

I tanti ingredienti rendono la lasagna napoletana di Carnevale il simbolo dell’abbondanza, prima del periodo di sacrificio della Quaresima

La ricetta Emiliana prevede l’uso di besciamella e carne macinata. A Napoli questi ingredienti sono sostituiti da ricotta, ragù, polpettine, mozzarella, ecc, …per il napoletano non è solo il piatto emblema del carnevale ma, per la sua ricchezza, il piatto indicato per ogni occasione “importante”. Chi la conosce sa di cosa si parla, chi non la conosce provi solo a immaginare un unico piatto compatto, aggressivo quasi, da cui fanno capolino pezzi di uova sode, mozzarella filante e ricotta, polpettine e salsiccia sbriciolata, amalgamate in un ragù al pomodoro e racchiuso – per quanto possibile – tra sfoglie di pasta all’uovo. Mangiare un “mondo di sapori” come la lasagna non è cosa da tutti, ci vuole allenamento, tanto appetito e, se la si mangia a pranzo, un pomeriggio libero per una digestiva pennichella o “cuntrora”, come diciamo noi.

La lasagna napoletana ha origine nel periodo del Regno delle due Sicilie, alla fine del 1700, quando i monzù, i cuochi francesi (forma “dialettizzata” di “monsieur“) in servizio presso la Corte borbonica, amavano preparare piatti ricchi di ingredienti, che andavano a braccetto con la sontuosità dei costumi di allora.

il mattarello è detto "laganaturo" cioè l'attrezzo che produrrà le lagane, antiche sfoglie da cui deriva il nome della lasagna

il mattarello è detto “laganaturo” cioè l’attrezzo che produrrà le lagane, antiche sfoglie da cui deriva il nome della lasagna

L’etimologia del termine va ricercata in una parola greca, il lagànion o làganon, una sfoglia di pasta, larga e sottile, molto in auge nella Magna Grecia, tra Sibari e Crotone. La conferma è data dal “laganaturo”, ossia il mattarello con cui si spiana la sfoglia.

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