Il “munaciello”

Un’inaspettato mucchietto di monete, un oggetto della casa scomparso o ritrovato lì dove non doveva essere… ecco una storiella adatta ad animare i lunghi e bui pomeriggi invernali

munaciello

Personaggio simpatico o dispettoso, il munaciello fa parte del grande panorama di leggende caratteristiche napoletane

Il munaciello, che in napoletano vuol dire “piccolo monaco” è un termine usato per spiegare la leggendaria presenza di alcuni spiriti protettori delle case del Napoletano e quindi anche a Capri. Questi personaggi appaiono ai pochi prescelti abitanti delle case che occupano, con un abito monacale con cappuccio, un sacchetto e delle stringhe argentate sulle scarpe. La loro natura è ambivalente, possono essere considerati dei folletti che recano favori o danni alle persone che li incontrano nelle proprie abitazioni.

Infatti il munaciello tenderebbe ad esprimersi, nei confronti degli abitanti della casa dove si insinua, con tipiche manifestazioni:

  • di simpatia (lasciando monete e soldi nascosti dentro l’abitazione, oppure facendo scherzi innocui che possono essere trasformati in numeri da giocare al lotto);
  • di antipatia (nascondendo oggetti, rompendo piatti e altre stoviglie, soffiando nelle orecchie dei dormienti);
  • di apprezzamento (sfiorando con palpeggiamenti le belle donne e lasciando loro piccole ricompense tra le pietre dei muri a secco…).

L’importante, però, è non rivelare a nessuno la sua presenza: altrimenti disgrazie e sfortuna capiteranno ai “chiacchieroni” in questione. Ci si può propiziare questo benefico spiritello domestico lasciandogli un po’ di cibo o un buon bicchiere di vino nella speranza di vedere trasformato il cibo in oro (così, dopo una bella e abbondante cena in casa, è buona abitudine – o scusa – lasciare la tavola apparecchiata, in modo che nella notte anche lui possa gustare qualcosina e lasciare una ricompensa proporzionata alla bravura della cuoca di casa); ma non ci si deve vantare di tali doni soprannaturali, altrimenti svaniscono così come sono apparsi.

Si dice che in molti abbiano fatto improvvisamente fortuna grazie al suo intervento e quindi, quando qualcuno ha avuto un arricchimento improvviso, si dice “…forse avrà il munaciello in casa”. Si dice anche che il tesoro portato in dono dal munaciello sia appropriato per le esigenze di chi l’ha ricevuto. Esistono molti racconti popolari in merito all’argomento, ma la descrizione è sempre la stessa, a volte cambiano i dettagli e i colori del cappuccio, a volte nero, a volte rosso. Le scarpe a volte argentate, altre volte dorate. È interessante notare che la funzione del munaciello possa variare a seconda delle esigenze della famiglia in cui è ospitato.

La leggenda di questo folletto ha origini plurisecolari; due sono le ipotesi più accreditate dagli studiosi delle tradizioni popolari. Secondo una prima ipotesi, il munaciello sarebbe realmente il figlio di tale Caterinella, una signorina di buona famiglia rinchiusa in convento dopo che il suo fidanzato (sgradito alla famiglia di lei) fu assassinato nel 1445. Il bambino fu cresciuto nel convento, dove le suore mascherarono le sue deformità con un abitino da monaco (da cui il diminutivo munaciello), fino a quando egli morì in circostanze misteriose. Dopo la sua morte, il popolo napoletano continuò a vederlo nei posti più disparati, ed iniziò ad attribuirgli poteri magici connessi al fatto che dalle sue apparizioni potevano ricavarsi dei numeri fortunati da giocare al lotto.

Altra leggenda invece vuole che il munaciello sia stato l’antico gestore dei pozzi d’acqua, il quale riusciva (per la sua statura piccola) ad entrare nelle case passando attraverso i canali che servivano a calare il secchio o dalle cisterne, una volta elemento fondamentale e indispensabile di ogni casa caprese…. una volta… direi… purtroppo.

Si tratta di leggende molto antiche di Napoli e dintorni che però sopravvivono da secoli e vengono arricchite di aspetti folkloristici tipici della zona urbana e rurale, tipo il caso della Bella’mbriana, che sarebbe la protettrice del focolare domestico, uno spirito femminile che non fa dispetti, ma protegge l’uomo di casa, sostituendosi, a volte anche alla moglie.

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