Sì na schiocca

“..era de maggio, quando te cadono ‘nzino a schiocca a schiocca cerase rosse”

questo celebre verso della canzone classica napoletana, tratta da una poesia di Salvatore di Giacomo, ci dà spunto per descrivere un’altra perla del dialetto napoletano, la lingua di un popolo creativo e passionale che sa trarre ispirazione dalla natura che lo circonda: ecco quello che è successo per il termine “schiocca”.

A differenza dell’italiano, dove questa parola deriva dal rumore emesso da uno schioppettìo, la schiocca napoletana ha un significato totalmente diverso e opposto, si potrebbe dire.

A Napoli la schiocca è una ciocca, un mazzetto di frutti o di fiori uniti insieme. Proviene dal tardo latino “clocca”= campana, per indicare la forma che assume questo mazzetto.

Per estensione si intende quindi una cosa piccola e delicata, trovando quindi il suo maggiore utilizzo in campo amoroso, insieme a tutte quelle paroline e nomignoli che ci si scambia tra innamorati

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