Il vento è un cavallo: senti come corre per il mare, per il cielo.

Sono ormai un bel po’ di anni che, in corrispondenza con la fine dell’anno, l’isola di Capri viene sferzata da una tempesta che sembra quasi sottolineare come la natura voglia partecipare alla festa di Capodanno e spazzare via l’anno vecchio con forti raffiche di vento.

La punta Carena, estremo sud-ovest dell'isola è la più battuta dalle mareggiate di ponente

La punta Carena, estremo sud-ovest dell’isola è la più battuta dalle mareggiate di ponente

D’altronde chi non ricorda la tempesta del passaggio di millennio – Capodanno 1999-2000 – quando una  fortissima mareggiata di ponente distrusse e danneggiò numerosi stabilimenti (piattaforme di cemento divelte dalle onde, barche ormeggiate nel porto colate a picco dalle onde che passavano al di sopra del muro del porto….)

Ecco quindi lo spunto per recuperare un po’ di sapienza marinara e raccontare l’effetto di ciascun vento sulle coste dell’isola.

Il vento è l’elemento atmosferico più presente nella vita delle piccole isole del Tirreno e di Capri in particolare, più della pioggia; la nostra isola è battuta in media per quasi 200 giorni all’anno dal vento, senza contare che si può dire che “il tempo è buono” solo se al pomeriggio “scende” la brezza di maestrale. Inoltre le spettacolari mareggiate, con i loro colori e il ribollire dell’acqua sugli scogli, da sempre sono fonte di ammirazione per gli animi più sensibili e rispettosi della grande Madre Natura, e fonte di ispirazione per centinaia di artisti che si sono cimentati nel compito di riportare su tela e su carta l’energia e la passione di questo elemento atmosferico che riesce a scombussolare l’animo umano.

L'arco Naturale è una meravigliosa donazione che il vento ha fatto all'isola

L’arco Naturale è una meravigliosa donazione che il vento ha fatto all’isola

Come un artista eccentrico e megalomane il vento ha modellato nei millenni le rocce e i costoni della nostra isola, buttando tutto giù quando non è soddisfatto (frana di Caterola e caduta massi su via Krupp) o compiacendosi di sé con gioielli come l’Arco Naturale.

Rosa-dei-ventiL’isola, posizionata com’è a sud del golfo di Napoli e come continuazione ideale della penisola sorrentina da est, è esposta al mare aperto verso sud e soprattutto verso ovest…. infatti è da quei quadranti che arrivano i venti più dannosi.

Tramontana – u vient a terr. Arriva da Nord, vento freddo per antonomasia, un vento, però, che per dirla in parole povere “abbaia ma non morde”, nel senso che dà luogo a mareggiate molto suggestive ma con onda corta, di superficie, che non pregiudicano la navigazione; tutta la metà dell’isola esposta a nord subisce e si congela con questo vento freddo, ma, come per magia, basta girare verso il versante sud (riparato da venti del nord grazie alle colline di Tiberio, Tamborio e Tuoro e dal massiccio che va da Monte Solaro fino alla Migliara), per godere del tepore dato dal sole che sempre arriva accompagnato a questo vento (infatti questo è l’elemento per riconoscere la tramontana…. se c’è vento e il cielo è sgombro da nuvole… non ci si può sbagliare); gli anziani del posto ricordano di come “le tramontanate di una volta” durassero ben nove giorni, equamente distribuiti tra tra giorni per crescere, tre giorni di vento costante e tre giorni finali per “ammaccarsi”, ossia diminuire.

Grecale o Greco – Caccia o pesc’ a ntù panàr. Da nord-est, un vento freddo ma piovoso, meno forte della Tramontana, perché rotto dalle alture della punta Campanella, però più insidioso per la pesca (come dice il proverbio “fa sparire il pesce dalle ceste”) e la navigazione, proprio per la provenienza, che prende di infilata l’imboccatura del porto. Una sua variante “o Griec e Saliern”, arriva dal golfo di Salerno, è proveniente da est-nord-est ed è sempre più piovoso, man mano che gira verso est

Levante, da est, è un vento rarissimo da solo, arriva in genere abbracciato al Grecale, e allora la pioggia è assicurata!!! Infatti dicono gli anziani: “Grièc e Levant, va n’cul a tutt quant”

Scirocco – u Scirocc’ fa mal’ i pazz’ – Vento umido da sud-est, contrariamente a quanto si possa pensare non è sempre un vento caldo, nel senso che portando con sè tantissima umidità, va ad amplificare la temperatura (con una sciroccata invernale si sente più freddo e d’estate più caldo); le mareggiate di Scirocco, che coinvolgono tutto il versante sud dell’isola sono spesso intense e, insieme a quelle di ponente, molto spettacolari; quasi sempre si presenta accompagnato, lasciando sabbia raccolta sulle coste africane, oppure – udite udite – portando con sè dei paffuti e persistenti banchi di nebbia – ebbene sì, a Capri c’è la nebbia – che affacciandosi dai costoni di Tiberio e Matermania, calano verso il centro del paese, aggiungendo all’isola un’aura misteriosa e opprimente. Forse proprio a seguito di questa sensazione opprimente e claustrofobica, le persone meteoropatiche ne sono molto sensibili e in quei giorni risentono di stordimento e confusione (gli sciroccati), per cui…. è meglio lasciarle stare!

Ostro o Mezzogiorno – O Miezjuòrn, vento da sud, l’Austro o Noto dei miti antichi; anche questo vento, così come il levante, è un vento raro “in purezza” e, se presente, in genere si accompagna con uno dei suoi vicini, scirocco (Sud-Est) o libeccio (Sud-Ovest)

Libeccio – “Libecc, gliègn’ e arravàc'” – da sud ovest, è il vento più piovoso, perché arrivando dal mare aperto, dispone di un serbatoio di umidità praticamente infinito; infatti la sensazione che si prova quando arriva il libeccio e quello di trovarsi sotto un secchio che si riempe (il proverbio dice “gliègn”, per derivazione dallo spagnolo “lleno” – si legge “glièno” = pieno) e si svuota in continuazione; del libeccio non ci si può fidare, magari arriva uno scroscio, un acquazzone, il cielo si sgombra e addirittura fa capolino un raggio di sole…ma niente, nel giro di pochi minuti ecco “assommare”= arrivare un nuovo nuvolone carico di pioggia.

Ponente – ecco il più temuto dei venti, quello che non dà scampo; arriva da Ovest, si ricarica sulle miglia  e miglia di mare aperto che separano Capri dalla Sardegna e furoreggia su tutta l’isola, infilando sia il versante nord che quello sud; gradisce spesso la compagnia del Libeccio, prendendone in prestito le “secchiate” d’acqua piovana, e il mix, vi assicuro, è scoraggiante! Infatti con le mareggiate di Ponente, si crea un’onda lunga che rende sconsigliabile la navigazione

Maestrale – Vient a fòr; (il vento di fuori, perchè arrivando da nord-ovest è come se venisse dall’esterno del golfo di Napoli, oltre Ischia); proprio di fianco al più terribile ecco il vento legato da sempre al tempo bello e stabile; in genere cala nel pomeriggio per un paio di ore, creando un’onda sostenuta ma tranquillamente navigabile, anzi, è la gioia per chi va per mare e sopratutto per i velisti, che lo apprezzano per la sua costanza come orario e intensità (proprio grazie a questo vento, il golfo di Napoli si propone come uno degli scenari italiani più apprezzati per le regate veliche); in poche parole se il pomeriggio “scende” il maestrale – principalmente in primavera e in estate – potete star sicuri che il giorno dopo ci sarà una bella giornata e soprattutto la serata sarà fresca e asciutta

L'isola di Capri chiude il semicerchio ideale del Golfo di Napoli

L’isola di Capri chiude il semicerchio ideale del Golfo di Napoli

I versi citati nel titolo dell’articolo sono di Pablo Neruda

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